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120 Battiti Al Minuto - Pensieri ed emozioni

Paese strano, il mio, il paese del sole, del mare e delle contraddizioni. Ieri sera sono stata per la seconda volta, e ce ne saranno altre, a vedere 120 battiti al minuto. Sui monitor della metropolitana, che mi portava verso il centro storico, scorrevano le immagini della pubblicità della Saiwa. Biscotti spalmati con marmellata e cioccolato che ricordavano a distratti autoctoni e a turisti divertiti che i modi di essere famiglia sono differenti. Sorrido, sul cellulare arriva la notizia, neanche più fresca: Le Politiche gender: il Comune di Piacenza esce dalla rete Ready, noi omosessuali abbiamo l’abilità di non essere rispettosi dell’autonomia genitoriale e della sensibilità dei bambini, non siamo adeguati. Non sorrido più.

Adeguate, invece, sono le persone che picchiano il regista del film Una famiglia, supportate su fb,  da alcune critiche di persone LGBT, parole che riportano alla memoria il processo del Circeo, in fondo se noi ragazze fossimo rimaste a casa, nel focolare domestico, certe cose non ci sarebbero capitate.

L´aria mi manca, ricordando la mia indignazione di quegli anni, decido di scendere prima, via Nazionale è un chiacchiericcio di gente colorata, e penso di essere io quella che troppo si preoccupa, il mio paese, l’Italia, è un bel paese.

Il cinema è sempre più vicino, incontro con lo sguardo coppie di ragazzi in silenzio, amici che si tengono per mano, qualcuno ha gli occhi arrossati, qualcuno abbozza un sorriso, immagino da quale "film" siano usciti.

Quattro donne, non più giovani, sono le uniche a parlare, disturbando quel doveroso silenzio, stanno parlando delle scene dei corpi nudi maschili, "troppo lunghe" è il commento.

Penso che non sia mai abbastanza il tempo che il cinema regala a corpi nudi che si cercano, e forse, ma dico forse, si sarebbe potuto notare altro: l´uso del preservativo, ad esempio, la volontà di farci sentire sporchi, quando sembra che noi e solo noi, comunità LGBT, facciamo sesso, o magari di quanto le donne, in questa pellicola hanno lo stesso peso specifico degli uomini, non curano, ma lottano! Evidentemente le scene di nudo maschile gay sono sempre visibilmente fuori luogo, anche per la stessa comunità.

 

Il film è un turbinio di emozioni passate e nuove, in sala regna un silenzio surreale, interrotto solo da lunghi sospiri. Paese strano il mio, dove questo film viene vietato ai minori di anni 14, ma dove imperano su cartelloni smisurati stamm’ tornann’ con i visi dei protagonisti di Gomorra, tutti sappiamo quanto il rimming sia più sconveniente degli affari di camorra!

 

Fuori dal cinema, È solo l´inizio, è il titolo di una mostra alla GNAM, che timidamente trova la sua collocazione su un piccolo cartellone che indica la fermata degli autobus. Era lo slogan del movimento del ´68, era uno stile di vita, era la libertà sessuale che tutti stavamo aspettando. È solo l´inizio di questo periodo di nuovo medioevo, noi comunità LGBT siamo i primi responsabili di questo nuovo nulla che ci avvolge. Bizzarro paese l´Italia, dove il tutto e il contrario di tutto, coesistono, non ci sono perdenti, solo vincitori, e non siamo Noi.

Di nuovo un avviso sul cellulare Niente sesso, siamo inglesi: nel nuovo censimento britannico non  sarà obbligatorio barrare la casella “maschio” e “femmin;, serro la mascella ricordando la circolazione per le strade di Roma del Bus delle libertà, i bambini sono bambini e le bambine sono bambine, l´ultima follia firmata Family Day. 40 anni fa, Freddie Mercury scriveva We are the Champions, che bizzarro il paese il mio, è campione di ipocrisia e ne va fiero.


Angela Infante - Presidente Gay Center


 

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