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Night Fever. Designing Club Culture 1960 Today | Recensione Emozionale

Perché arrivare sino a Prato per vedere una mostra? Perché si parla di piacere, e noi che apparteniamo alla comunità lgbt, lo abbiamo sperimentato e provato sulla nostra pelle. Possiamo affermare, con una punta di orgoglio che abbiamo creato il divertimento! Noi amiamo parlare di come ci divertiamo, non ne abbiamo timore.

Il secolo scorso si è molto interrogato sull’idea di “divertimento” e ha cercato e trovato soluzioni geniali. Ecco, quelle soluzioni dense di fantasia, surreali, a volte al limite della legalità, e soprattutto “rainbow” sono esposte al Centro Pecci, monile di architettura metropolitana, con il titolo di Night Fever. Designing Club Culture 1960 – Today.

È una mostra intelligentemente itinerante prodotta dal Vitra Design Museum e dall’ADAM – Brussels Design Museum visitabile al Centro di Prato, sede dell’unica tappa italiana, fino al 13 ottobre. Imperdibile.

L’esposizione rilegge la storia del clubbing, dal leggendario Studio 54 al Paradise Garage, locale gay, che legherà il suo nome alla lotta contro l’AIDS, un mostro che stava per divorarci.

Le mie emozioni sono salite su un vecchio autoscontro, l’incontro con l’Altro, la condivisione di un frammento della magia della notte, la contaminazione dei costumi dall’odore di muffa, la divisione come modalità di avvicinamento, hanno devastato piacevolmente la mia anima.

Il ricordo si è fatto nitido, narrazione di una gioventù a tinte forti. E allora sono salita su una lastra di specchi che urlava silenziosamente: “tutti in pista”, sulle orecchie vecchie cuffie tornate di moda e mi sono abbandonata, completamente.

Ben costruita l’esposizione, con un grande rispetto dello spazio, superfici che davano un’idea dei locali notturni di allora, dove la vicinanza di un corpo era voluta e non coatta. Locali dove si poteva sperimentare, oltre stili di vita inconsueti, anche idee innovative di design, di grafica, di moda.

L’esposizione segue una time line che inizia con il 1960, e l’emozione è arrivata prepotente, carica di significati, quando mi sono immersa nella sezione che racconta la nascita dei club gay, dove c’era puro divertimento e non ancora la rabbia motivata.

L’arrivo dell’AIDS ha fatto sì che “il divertimento e la lotta” potessero vivere fianco a fianco, sdoganando un binarismo morale, un “questo O quello” è stato licenziato da “questo E quello”.

Nella ricorrenza del 50° dei moti di Stonewall questa E fa la differenza - E vogliamo divertirci, E vogliamo lottare, E vogliamo vivere in pace.

 

Angela Infante, Presidente Gay Center

 


 

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