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Gli Anni Amari - Recensione Emozionale

Non mi svegliate ve ne prego
ma lasciate che io dorma questo sonno,
sia tranquillo da bambino
sia che puzzi del russare da ubriaco.

 

…raggomitolata su quella poltrona, al cinema, le mie sensazioni, le mie emozioni e i miei pensieri venivano “frullati” da note note.

Come non farsi avvolgere dall’atmosfera della figura mitologica di Mario Mieli…

come non farsi sequestrare dalle teorie non binarie della sua, e della nostra, esistenza…

Come non morire dentro quando la sua fragilità cercava e trovava una nuova via di uscita.

 

Persona e personaggio poliedrico, emblematico, Mario Mieli e il suo lavoro Elementi di critica omosessuale, è stato un esempio significativo per un’intera generazione che serenamente cercava sé stessa e una delle tante libertà che ci avevano promesso…

 

Perché volete disturbarmi
se io forse sto sognando un viaggio alato
sopra un carro senza ruote
trascinato dai cavalli del maestrale,
nel maestrale... in volo.

 

Gli anni amari di Andrea Adriatico, proiettato alla Casa del Cinema di Roma, racconta gli anni ’70, un pezzo di storia da cui aspiravamo essere ri-conosciuti. Mario ha attraversato la storia del movimento che lui stesso stava scrivendo, con caparbietà, ma soprattutto stava raccontando la sua storia, una sofferente solitudine, una geniale ambiguità, una creatività imprevedibile, stava narrando sé stesso come scelta identitaria. Gli amori, gli amici, i compagni di lotta e di piacere, una famiglia ingombrante non hanno saputo e potuto riempire il vuoto che si portava dietro.

 

Non mi svegliate ve ne prego

ma lasciate che io dorma questo sonno,

c'è ancora tempo per il giorno

quando gli occhi si imbevono di pianto,

i miei occhi... di pianto.

 

E ho pianto. Un pianto onesto e inquieto, dove è la nostra memoria storica? Stiamo lasciando dietro di noi frammenti fondamentali della nostra storia e della nostra nascita, come movimento e come persone, ma questo film elegantemente provocatorio è un buon punto da cui ripartire. Credo sia necessario iniziare ora.

 

I miei 60 anni li sento tutti sulle spalle, appena uscita dalla sala, i fotogrammi si sono bloccati alla bocca dello stomaco, non vanno né su né giù.

Allora provo ad agitare, nello shaker della mia anima, ricordi e frammenti di pellicola, ma riesco solo a sussurrare “Grazie Mario, o se preferite Maria”.

 

Angela Infante, Presidente Gay Center

 


 

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