INIZIA IL PROCESSO PER L’AGGRESSIONE OMOFOBA SUBITA AL GAY CENTER

INIZIA IL PROCESSO PER L’AGGRESSIONE OMOFOBA SUBITA AL GAY CENTER

Domani 9 aprile, al Tribunale di Roma si apre la prima udienza per la grave aggressione omofoba subita dal Gay Center e dal suo fondatore Fabrizio Marrazzo nel maggio 2024, insultato e aggredito fisicamente a Testaccio da due ventenni, dopo averli rimproverati perché urinavano sul muro Rainbow della nostra associazione.
Gli aggressori lo hanno inseguito e minacciato, fermandosi solo quando Marrazzo ha filmato la targa.
Non è stato un “episodio”. È stata violenza: insulti omofobi, minacce, un inseguimento, un’aggressione fisica. Un attacco a una persona e a ciò che rappresenta.

Per questo il Gay Center si costituirà parte civile. Perché non riguarda solo una persona, riguarda tuttə noi. Riguarda una comunità colpita nei suoi simboli, nei suoi spazi, nella sua dignità.

Quello che è accaduto non è isolato. È il segno di un clima che continua a produrre violenza e discriminazione: per questo esprimiamo piena solidarietà anche all’associazione Gender X di Torpignattara, colpita da minacce e insulti omofobi, con frasi come “non uscite che vi diamo fuoco”. Non è la prima volta che accade. È un segnale grave che non può essere ignorato.

Serve una risposta chiara, anche sul piano legislativo, contro i crimini d’odio ed è per questo che nei prossimi giorni presenteremo una nuova denuncia per l’ennesimo attacco al muro Rainbow, simbolo della nostra comunità.

Continueremo a difendere i nostri spazi, i nostri simboli e soprattutto le persone. Con determinazione. Con responsabilità. Con tutti gli strumenti a disposizione.

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