IL GREEN PASS E’ IMPORTANTE, MA ANCHE LA PRIVACY DELLE PERSONE TRANS (E NON SOLO)

Convintə di quanto sia importante rispettare le norme e utilizzare gli strumenti previsti, abbiamo scaricato l’app per la verifica dei certificati verdi (Green Pass) e constatato i suoi elementi di criticità, e non a causa di un’eventuale resistenza nel sottoporsi alla vaccinazione per il Covid19, che è strumento fondamentale nella lotta alla pandemia.

Sono critici invece alcuni aspetti che riguardano l’identificazione e la privacy.

L’App di verifica della validità del certificato (Verifica 19) infatti, rende visibile il nome e il cognome della persona a chiunque scannerizzi il suo codice. Questo costringerà le persone trans che non hanno avuto accesso alla rettifica dei dati anagrafici a continue richieste di identificazione, in cui appare il nome assegnato alla nascita e rivelando a chiunque abbiano davanti la loro condizione.

Dati incongruenti rispetto all’aspetto fisico e all’identità, che potranno esporli ad atti discriminatori e bullismo, oltre che alla sofferenza di un coming out forzato e irrispettoso della privacy. L’effetto di questa situazione sarà aumentare l’isolamento e l’esclusione delle persone trans e con varianza di genere, che dovranno scegliere se privarsi della loro privacy e della sicurezza che ne deriva o di servizi essenziali per la salute o la socialità.

Pensiamo poi ai servizi erogati a persone per cui è un diritto mantenere la privacy sul proprio stato di salute, come le persone sieropositive: saranno molte le persone che rinunceranno ai servizi di testing delle infezioni sessualmente trasmissibili perché non sarà possibile farlo in anonimato. Questo in difformità rispetto alla legge 135 del 1990 che sancisce l’obbligo del consenso al trattamento dei dati e la garanzia di riservatezza.

Altro aspetto critico sarà mantenere il diritto ad usufruire di importanti servizi per le persone che affrontano maggiori difficoltà nell’accesso a vaccini e Green Pass, come le persone migranti. L’ingresso fisico nei locali che ospitano servizi amministrativi, strutture sociali, centri associativi o  sportelli di supporto psicologico e legale è fondamentale per chi deve affrontare il processo di sistemazione dei documenti e ricevere informazioni in un Paese e in una lingua diversi dai propri.

Per questo chiediamo che tuttə possano avere le stesse opportunità e che nel sistema di identificazione siano omessi nome e cognome, o almeno il nome. Per non lasciare indietro nessunə, nell’adesione alla campagna vaccinale come nella possibilità di esercitare in sicurezza i propri diritti di cittadinanza.

 

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