La pioggia è la causa dell’arcobaleno

La pioggia è la causa dell’arcobaleno

L’articolo seguente è stato realizzato da ilnuovorinascimento.org ed è estratto dal seguente link: https://ilnuovorinascimento.org/a/la-pioggia-e-la-causa-dellarcobaleno/ realizzato

 

La pioggia è la causa dell’arcobaleno

Abbiamo intervistato Alessandra Rossi, coordinatrice Gay Help Line 800713713 e Marina Marini Coordinatrice di Refuge LGBT e Refuge T*, in merito al progetto “Accoglienza per LGBT+ vittime di violenza” realizzato grazie ai fondi 8×1000 dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, che sostiene giovani di età compresa fra 16 e 26 anni vittime di violenza familiare in quanto LGBT+

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Il nostro servizio offre supporto e uno spazio di ascolto tramite il numero verde 800713713 e la chat anonima Speakly.org alle persone che appartengono alla comunità LGBT+ e che hanno bisogno di un canale per poter raccontare tutto ciò che non avrebbero la possibilità di condividere all’interno dei propri spazi di socializzazione.
Il servizio garantisce un ascolto non giudicante, che va oltre pregiudizi e stereotipi, necessario per rafforzare un’identità positiva di sé, senza vivere quella stigmatizzazione e quei processi di esclusione che purtroppo ancora sono una realtà all’interno del nostro Paese.
Offriamo servizi di consulenza per persone che subiscono discriminazione, violenza, odio per orientamento sessuale o identità di genere all’interno di contesti familiari, sul posto di lavoro oppure da persone sconosciute. L’omotransfobia agisce come fattore di pregiudizio e quindi tralascia la conoscenza della persona, può colpire chiunque con conseguenze negative su tutta la comunità.
La nostra presa in carico prevede uno spazio di ascolto con operatrici e operatori che hanno competenze professionali differenti di tipo legale. Oltre a questo forniamo servizi di supporto psicologico e di mediazione in ambito familiare, proprio perché il coming out spesso può costituire una frattura tra sé e le persone importanti all’interno della propria vita.
La mediazione di tipo sociale che effettuiamo, inoltre, supporta il completamento del loro percorso di formazione ed evita loro le forme di esclusione dal mondo del lavoro.

Possono essere differenti in base all’età. I ragazzi e le ragazze più giovani, minorenni o appena maggiorenni, possono aver paura di incontrare una vittimizzazione ulteriore o di non essere capiti. Spesso sono abituati a vivere una condizione di isolamento e non immaginano che dall’altra parte della cornetta o dello schermo, nel caso in cui si utilizzi la chat per contattarci, possa esserci una comunità che parla di loro e che è pronta ad accoglierli e a restituirgli quello spazio di visibilità. Proprio perché quello che hanno sperimentato è in qualche modo una stigmatizzazione di sé, molto spesso è la paura che blocca.
Per quanto riguarda le persone più adulte può esserci una diffidenza dal percorrere il sistema delle tutele legali.

A Refuge LGBT+, come a tutti i nostri servizi, si accede chiamando il numero verde 800713713 o tramite una chat dedicata che non lascia traccia, molto utilizzata dalle fasce più giovani Speakly.org. Si ascolta la storia della persona e poi vengono fatte una serie di valutazioni sui possibili servizi erogati.
Il servizio della casa rifugio non si limita all’accoglienza della persona, ma l’associazione offre supporto legale, psicologico e di counseling, ci occupiamo anche di persone migranti che in qualche modo devono anche regolarizzare la loro posizione sul territorio e a volte anche di nuclei familiari che possono aver bisogno. Aggiungiamo anche una serie di attività di formazione e di accompagnamento al lavoro.
Forniamo inoltre un servizio di tutoraggio per chi sta frequentando la scuola, che è fondamentale per avere un confronto costante con professori e dirigenti.

Noi accogliamo ragazzi e ragazze dai 16 ai 25 anni che nel momento in cui hanno fatto coming out hanno subìto una violenza in famiglia, non solo fisica ma anche psicologica.
Le persone che arrivano qui ovviamente hanno delle fragilità e innanzitutto cerchiamo di ricostruire per loro una base sicura.
Hanno storie, vissuti e contesti diversi, più la fragilità è ampia e complessa e più il nostro lavoro si deve intensificare.
Per noi non è soltanto un lavoro, è una missione che si traduce in un impegno quotidiano che portiamo avanti con tutte le nostre forze per aiutare queste persone ad avere una loro autonomia e una loro vita.

Sono entrata in contatto con il progetto dopo che si è presentata un’ennesima situazione sgradevole in casa e le dinamiche di violenza sono aumentate. Chiesi consiglio a un amico che mi disse di chiamare Gay help line, e io lo feci. All’inizio quelle “chiacchiere” mi davano consolazione poi mi dissero che mi avrebbero messo in contatto con un’educatrice. Non mi aspettavo tanta serietà, sinceramente.
Qualche ora dopo mi contattò un’altra persona che mi chiese di nuovo di raccontare la mia storia.
Da lì a qualche giorno, tra una conversazione e l’altra, si suppose che avessi tutto in regola per entrare all’interno della casa rifugio. Non mi aspettavo di essere idonea, in realtà stavo vivendo una situazione di violenza più grande di quanto volessi vedere.

Per me arrivare in casa rifugio è stato importante ed ha significato entrare nel dialogo; come prima cosa ho adottato un altro nome in quanto persona non binaria.
Una delle richieste che mi fecero era se volevo o meno un percorso psicologico. Io lo speravo da anni e risposi subito di sì. Questo percorso si è rivelato importantissimo e tutt’ora lo sto continuando, nonostante sia già fuori dalla casa rifugio.
All’inizio ho avuto qualche difficoltà a farmi andare bene le regole della casa, mi sembravano troppo severe, ma si sono poi rivelate utili.  Avevo molte difficoltà a interagire con le persone, ma grazie al percorso svolto nella casa mi sento più a mio agio nel contesto sociale in cui mi trovo e nell’interazione con gli altri.

Tra qualche anno spero di aver fatto dei bei passi avanti nella relazione attuale con la mia ragazza, con cui si sta creando un bel legame basato su un’educazione affettiva e su un’ottima comunicazione.
Sto creando anche molte relazioni di amicizia e da qui a cinque anni mi vedo “accasata”, non so se con dei figli.
Rispetto alla carriera, io nasco come cantante e mi piacerebbe aver già realizzato qualcosa di importante in questo aspetto della mia vita, in Italia o all’estero…

Essendo un periodo un po’ complesso, pieno di tante brutte notizie, io direi di non scoraggiarsi, anche se sembra assurdo dire una cosa del genere, ma io dico che è l’unica cosa effettivamente che si può fare.
Mettere da parte il dolore per riuscire ad approfittare della situazione che viviamo a livello sociale, per portare un messaggio forte. Anche nella paura, dobbiamo trovare degli spazi per dire quello che va detto.
La pioggia è la causa dell’arcobaleno e anche nelle giornate piovose c’è comunque il sole dietro le nuvole. È importante trovare il bello nel brutto per uscire dalle situazioni e non fermarsi.

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