OMOFOBIA: NO INGERENZE VATICANO, LA POLITICA SIA LAICA

OMOFOBIA: NO INGERENZE VATICANO, LA POLITICA SIA LAICA

Apprendiamo con preoccupazione e sgomento la nota ufficiale della Segreteria dello Stato Vaticano che condanna la proposta di legge approvata alla Camera contro omotransfobia, misoginia e abilismo come una violazione del Concordato Stato-Chiesa dell’84. Un ricatto diplomatico senza precedenti. – dice Pietro Turano, portavoce di Gay Center.

La discriminazione e la violenza verso le persone LGBT (gay, lesbiche, bisessuali e trans) è un fatto trasversale che nasce dall’odio e dall’intolleranza verso una caratteristica fondamentale dell’uomo. È un attacco alla dignità degli esseri umani. Nessuna legge che tuteli chi è vittima può compromettere la libertá, anzi la difende.
Nessun articolo di un trattato internazionale può essere messo in discussione da questo principio di diritto, l’unico tutelato dalla proposta di legge contro l’omotransfobia. Se il concordato diventa per il Vaticano uno strumento da impugnare contro una legge di civiltà fondamentale per l’Italia, forse è piuttosto arrivata l’ora di rivedere la legittimità del Concordato.

Ricordiamo – dice Turano – che il lungo e osteggiato percorso della legge ha già conosciuto compromessi. E’ stato introdotto l’art. 4 che promettendo di garantire la libertà di pensiero, in realtà, legittimerebbe di fatto e per la prima volta posizioni discriminatorie. Inoltre, anche l’articolo 7 è stato rivisto, subordinando le iniziative di informazione e cultura del rispetto contro l’omotransfobia nelle scuole al consenso genitoriale e all’approvazione del piano formativo, come fossero valori negoziabili, un’offerta integrativa e non indispensabile. Creare occasioni di dialogo, espressione, formazione non limita la libertà di pensiero ma la riconosce e le dà spazio. Per questo chiediamo alla politica italiana di dare un segnale, di riaffermare i principi di uno stato laico e pluralista, includente e non oscurantista.

Conclude Turano – Ogni giorno la nostra associazione ascolta e aiuta ragazze e ragazzi puniti, rifiutati e colpevolizzati per aver condiviso con gli altri il proprio modo di vivere se stessi, i propri corpi, le relazioni. Abbandonati dalla famiglia, allontanati da amici e compagni, isolati a scuola. storie di diritti compromessi sul lavoro, di attacchi in pubblica piazza, di minacce da vicini, colleghi, sconosciuti

Per questo domani, 23 giugno, in occasione del prossimo Pride, Gay Center ha organizzato un confronto politico con Alessandro Zan (PD) , Alessandra Maiorino (M5S) , Fabrizio Marrazzo (Partito Gay LGBT+), e Pietro Turano (Gay Center)  alle ore 18.30 nella Redazione di Scomodo in via Carlo Emanuele I. Chiederemo in questa occasione che la politica italiana non faccia passi indietro. E che dia un segnale eliminando i compromessi che hanno indebolito la legge, oppure se non ci sono i numeri, approvando quanto prima questa proposta di legge senza ulteriori passi indietro

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