Giornata Mondiale Omotransfobia: i dati Gay Help Line. Mobbing, minacce e cyberbullismo in aumento

Giornata Mondiale Omotransfobia: i dati Gay Help Line. Mobbing, minacce e cyberbullismo in aumento

“17 maggio 1990 – l’OMS cancella l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali.

17 maggio 2021 – nel mondo si celebra la 31° Giornata Internazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia”

Il 2021 è l’anno in cui, secondo Ilga Europe, l’Italia scende al 35° posto della classifica dei Paesi Europei per politiche a tutela dei diritti umani e dell’uguaglianza delle persone LGBT+ (Lesbiche, Gay, Bisex e Trans).

Nel 2021 in Italia le persone lgbt+ colpite da discriminazione, odio e violenza per il loro orientamento sessuale e l’identità di genere sono state tantissime. In Gay Help Line, contact center nazionale contro omofobia e transfobia, riceviamo più di 50 contatti al giorno (tra linea e chat) più di 20.000 l’anno.

Circa il 60% degli utenti rientrano nella fascia di età 13-27. L’incidenza del pregiudizio e della discriminazione ha un peso particolare sui ragazzi: questo perché i problemi iniziano già con il coming out in famiglia.

I dati evidenziano che nell’ultimo anno 1 giovane LGB su 2 ha avuto moderati o gravi problemi in famiglia in seguito al proprio coming out. La percentuale sale al 70% se il coming out riguarda l’identità di genere, ovvero le persone trans.

Per il 36% dei minori la reazione al coming out ha visto il rifiuto da parte dei familiari o dei propri pari, la repressione agita attraverso l’isolamento, la reclusione in casa anche ai danni della frequenza scolastica, i tentativi di conversione attraverso pressioni sull’espressione del genere e della sessualità, la violenza verbale e violenza fisica.

Per il 17% dei ragazzi maggiorenni che hanno contattato Gay Help Line il coming out ha comportato la perdita del sostegno economico da parte della famiglia: la maggior parte di questi sono stati di conseguenza abbandonati e messi in strada. La casa Refuge Lgbt+ accoglie questi ragazzi e li supporta perché riescano a superare il trauma subito e a raggiungere la propria autonomia attraverso la formazione e la ricerca del lavoro.

Le vittime fanno fatica a denunciare: il fenomeno dell’under reporting incide in maniera preoccupante sul riconoscimento dell’entità delle discriminazioni e delle violenze. I dati della Gay Help Line ci dicono che nell’ultimo anno, periodo covid, i ricatti e le minacce subiti dalle persone lgbt sono passati dall’11% al 28%. I casi di mobbing e discriminazioni sul lavoro dal 3 al 15%.

Inoltre, nell’anno in cui la pandemia ha limitato la socializzazione al web, il 30% degli studenti lgbt+ che ha contattato la Gay Help Line ha detto di aver subito episodi di cyberbullismo e hate speech online.

Questo è il momento per rimediare a una carenza ormai ostinata della legislazione italiana, che di fatto lascia ancora le persone lgbt+ prive di tutela contro la discriminazione, l’odio e la violenza e non riconosce nell’orientamento sessuale e nell’identità di genere i fattori di pregiudizio che li motivano.

Alessandra Rossi – Coordinatrice Gay Help Line

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